Freelancecamp Bologna 2026: riflessioni sulla gestione del tempo e sul valore della community
Partecipare al mio primo Freelancecamp a Bologna è stata un’esperienza illuminante. Dopo un anno e mezzo di attività come assistente virtuale specializzata in amministrazione e contabilità, dove lavoro da sola, nonostante l’appartenenza a diverse community con le quali mi confronto online, ho sentito l’esigenza di uscire dalla mia zona di comfort per confrontarmi dal vivo con altri professionisti.
Questa edizione del Freelancecamp di Bologna ha affrontato un argomento per me cruciale: la gestione del tempo, non si è parlato solo di produttività, ma del tempo inteso come risorsa emotiva, sociale e professionale.

3 Lezioni sulla gestione del tempo (che ho imparato a Bologna)
- Il tempo per sé come asset professionale: spesso noi freelance sacrifichiamo il tempo personale per le scadenze dei clienti. A Bologna ho capito che il “tempo per me” non è un lusso, ma un investimento per evitare il burnout.
- Rallentare la fruizione dei contenuti: grazie al talk di Michela Calculli, ho riflettuto sulla frenesia, dover fare sempre più veloce per non perdere tempo… E infatti da oggi, come da suo consiglio, ho deciso di riportare l’ascolto dei podcast a 1x.
- L’inclusività del tempo: l’intervento di Sara Cremaschi e Arianna Zantedeschi ha dimostrato che il tempo non è uguale per tutti. Fattori sociali e personali influenzano la nostra capacità di gestirlo, un concetto fondamentale per chiunque collabori con team diversificati.
L’importanza del networking in presenza
Lavorare da remoto come assistente virtuale offre grande libertà, ma può isolare e partecipare a questo evento mi ha permesso di trasformare connessioni virtuali in relazioni reali.
Incontrare colleghi dal vivo rafforza l’identità professionale e apre la strada a nuove collaborazioni strategiche.
Inoltre questa giornata mi fatto riflettere molto sul fatto che ho deciso di licenziarmi per avere più tempo per me, e ora ho difficoltà a gestirlo e lo riempio con attività “inutili”, perché altrimenti mi sento improduttiva! Sembra incredibile, ma dopo tanti anni da dipendente non è così scontato riuscire a vivere quel tempo “vuoto”.
Il tempo è prezioso, ma quello speso a confrontarsi è sempre il meglio investito. Ti va di berci un caffè virtuale? Mi farebbe piacere conoscere la tua storia e condividere qualche riflessione. Scegli il momento giusto per te QUI
